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CHI SIAMO:

Il Gruppo dei Giovani Imprenditori del terziario e delle altre attività di mercato,  è un organismo che rappresenta gli associati appartenenti all’Associazione del Commercio, del Turismo e dei Servizi della provincia di Viterbo, che non abbiano compiuto il 40° anno di età. Il Gruppo è costituito in seno all’ Ascom di Viterbo, aderisce al Gruppo Giovani della Confcommercio Nazionale, è apartitico e non ha fini di lucro. Può aderire, d’intesa con la Confcommercio, ad organismi nazionali o internazionali, aventi per scopo lo sviluppo delle politiche relative all’imprenditoria giovanile. 

OBIETTIVI:

Il Gruppo Giovani Imprenditori Ascom della Provincia di Viterbo interviene con un sostegno diretto ai propri associati. L’obiettivo è quello di favorire la crescita professionale supportando l’imprenditore in ogni fase: dallo start-up d’impresa, al consolidamento delle competenze manageriali, al passaggio generazionale. Gli interventi vengono realizzati in diversi ambiti: dalla formazione dell’imprenditore a quella del personale dipendente, dagli aspetti legislativi e burocratici all’accesso al credito, dalle problematiche energetiche all’informazione sulle opportunità riservate ai giovani in ambito provinciale, regionale,  nazionale ed europeo. Parallelamente il Gruppo Giovani Imprenditori Ascom della Provincia di Viterbo si impegna a livello istituzionale, per migliorare ed incentivare la giovane imprenditoria nel difficile contesto italiano attraverso un lavoro di rappresentanza sindacale presso gli interlocutori di interesse e sensibilizzando i mezzi di informazione alle istanze della categoria. 

PERCHE’ ADERIRE:
Contatti:
Tel: 0761-304060
e-mail: viterbo@confcommercio.it

Potremo essere tanto più efficaci nel conseguire i nostri obiettivi, quanto più saremo numerosi e distribuiti su tutto il territorio provinciale. Abbiamo bisogno dell’adesione di persone che condividano i nostri valori e la nostra visione, persone che desiderano venga  riconosciuta sia la loro professionalità, sia che vengano salvaguardati gli interessi delle proprie aziende.

Costituitosi con Assemblea del 02 ottobre 2009, il Consiglio dei Giovani Imprenditori della Provincia di Viterbo è così composto:

Presidente: TOCCHI Renato;
Vice Presidenti: BARTOLI Gian Luca, NAVARRA Massimiliano;
Segretario: MIRULLA Cesare;
Consiglieri: BOCCOLINI Alfredo, CUTINI Gino, DELLE MONACHE Luca, FRANCESCHINI Fulvio, MESCHINI Tiziano, NAVARRA Alessandro, PINTUS Daniele, TARATUFOLO Massimo.

Questo breve vademecum è rivolto a coloro che intendono mettersi in proprio per avviare un’impresa nel variegato mondo del commercio, del turismo e dei servizi. L’opuscolo fornisce agli aspiranti imprenditori le principali informazioni sugli adempimenti normativi, burocratici, fiscali, amministrativi e previdenziali per mettersi in proprio.
L’intento è quello di rispondere alle numerosissime richieste di informazioni che ci vengono giornalmente rivolte soprattutto da parte di giovani. L’auspicio è che ci si sia riusciti...

- IL COMMERCIO:
- Ingrosso;
- Dettaglio.

Svolgere un’attività commerciale significa acquistare merci e rivenderle ad altri nello stato in cui sono state acquistate oppure dopo averle sottoposte alle eventuali trasformazioni o trattamenti abitualmente praticati, purché questa attività di intermediazione sia svolta in nome e per conto proprio.

Il commercio può essere all’ingrosso o al minuto.

COMMERCIO ALL’INGROSSO:
È l’attività esercitata da chiunque professionalmente acquista merci a nome o per conto proprio e le rivende ad altri commercianti (grossisti, dettaglianti, esercenti pubblici), o ad utilizzatori professionali (industrie, aziende artigiane...), o ad utilizzatori in grande (enti pubblici o privati, ospedali...).
Tale attività può assumere la forma di commercio interno, di importazione o di esportazione.

COMMERCIO AL DETTAGLIO:
È l’attività esercitata da chiunque professionalmente acquista merci a nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale, cioè al pubblico in generale. Il commercio all’ingrosso e il commercio al minuto si differenziano per il tipo di cliente a cui si rivolgono e non per la quantità, grossa o piccola, delle merci scambiate. Il commercio al minuto si distingue a sua volta in:
• Esercizio dell’attività di vendita al dettaglio sulle aree private in sede fissa (negozio).
• Distribuzione automatica.
• Vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione.
• Vendita a domicilio.
• Commercio elettronico.
• Vendita ambulante o su area pubblica.

L’attività commerciale, sia al dettaglio che all’ingrosso può essere esercitata con riferimento a 2 distinti settori merceologici:

1) ALIMENTARE:
L’esercizio di un’attività di commercio relativa al settore alimentare, sia al dettaglio che all’ingrosso è consentito a chi è in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali:
a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale abilitante per il commercio nel settore alimentare, istituito o riconosciuto dalla Regione (l’ASCOM organizza corsi riconosciuti dalla Regione Lazio);
b) avere esercitato in proprio, per almeno 2 anni nell’ultimo quinquennio, l’attività di vendita all’ingrosso al dettaglio di prodotti alimentari, o aver prestato la propria opera presso imprese del settore in qualità di dipendente qualificato addetto alla vendita o all’amministrazione o di coadiutore familiare.

2) NON ALIMENTARE:
Per aprire un’attività in questo settore non sono richiesti specifici requisiti professionali.

- LE VARIE FORME DI COMMERCIO AL MINUTO:
- Esercizio di attività di vendita al dettaglio su area privata fissa (negozio);
- Distribuzione automatica;
- Vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione.

ESERCIZIO DI ATTIVITÀ DI VENDITA AL DETTAGLIO SULLE AREE PRIVATE FISSA (NEGOZIO)
Tale attività può essere esercitata in modo stabile secondo tre distinte modalità strutturali:

1) Esercizi di vicinato:
esercizi aventi una superficie di vendita (area destinata alla vendita):
-fino a 150 mq nei comuni con popolazione fino a 10.000 residenti;
-fino a 250 mq nei comuni con popolazione oltre 10.000 residenti;

L’apertura, il trasferimento o l’ampliamento di tali esercizi sono soggetti a previa comunicazione al comune competente per territorio e possono essere effettuati decorsi 30 giorni dal ricevimento della comunicazione (DIA).

Questa deve contenere la dichiarazione dell’interessato:
- di essere in possesso dei requisiti morali e professionali (solo per il settore alimentare);
- di avere rispettato i regolamenti di polizia urbana, annonaria e igienico-sanitaria, i regolamenti edilizi e le norme urbanistiche e le destinazioni d’uso;
- del settore merceologico, dell’ubicazione e della superficie di vendita.

2) Medie strutture di vendita:
esercizi aventi una superficie di vendita:
- compresa tra 150 e 1500 mq (nei comuni con popolazione fino a 10.000 residenti);
- compresa tra 250 e 2500 mq (nei comuni con popolazione oltre 10.000 residenti);

L’apertura, il trasferimento o l’ampliamento di tali esercizi sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal comune competente per territorio (le domande si intendono accolte trascorso il termine stabilito, comunque non superiore a 90 giorni, dal ricevimento della comunicazione).

3) Grandi strutture di vendita:
esercizi aventi una superficie di vendita:
- superiore a 1500 mq (nei comuni con popolazione fino a 10.000 residenti);
- superiore a 2500 mq (nei comuni con popolazione oltre 10.000 residenti);

L’apertura, il trasferimento o l’ampliamento di tali esercizi sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal comune competente per territorio, previo parere favorevole della regione nell’ambito di una conferenza di servizi composta da rappresentanti di regione provincia e comune (le domande si intendono accolte trascorso il termine stabilito dalla regione, comunque non superiore a 120 giorni, dalla data di convocazione della conferenza di servizi).

DISTRIBUZIONE AUTOMATICA:
È la vendita dei prodotti al dettaglio per mezzo di apparecchi automatici. Per iniziare l’attività è necessaria un’apposita comunicazione al comune competente per territorio. Nella comunicazione deve essere dichiarata la sussistenza del possesso dei requisiti morali e professionali (solo per l’alimentare), il settore merceologico e l’ubicazione, nonché, se l’apparecchio automatico viene istallato sulle aree pubbliche, l’osservanza delle norme sull’occupazione del suolo pubblico.

VENDITA PER CORRISPONDENZA, TELEVISIONE O ALTRI SISTEMI DI COMUNICAZIONE:
La vendita al dettaglio per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione è soggetta a previa comunicazione al comune nel quale l’esercente ha la residenza, se persona fisica, o la sede legale.
Nella comunicazione deve essere dichiarata la sussistenza del possesso dei requisiti soggettivi e il settore merceologico.
È vietato inviare prodotti al consumatore se non a seguito di specifica richiesta; è consentito al più l’invio di campioni di prodotti o di omaggi, senza spese o vincoli per il consumatore.
Se la vendita è effettuata tramite televisione, l’emittente deve accertare, prima di mettere in onda, che il titolare dell’attività sia in possesso dei requisiti prescritti dal decreto per la vendita al dettaglio.

VENDITA A DOMICILIO:
La vendita al dettaglio o la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio dei consumatori, è soggetta a previa comunicazione al comune nel quale l’esercente ha la residenza, se persona fisica, o la sede legale. Se il soggetto intende avvalersi dell’attività di incaricati, ne comunica l’elenco all’autorità di pubblica sicurezza del luogo in cui ha la residenza o la sede legale e risponde agli effetti civili dell’attività dei medesimi. L’impresa rilascia un tesserino di riconoscimento alle persone incaricate, che deve ritirare non appena esse perdano i requisiti sopra citati.

COMMERCIO ELETTRONICO:
Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato promuove l’introduzione e l’uso del commercio elettronico con azioni svolte a sostenere una crescita equilibrata del mercato elettronico, tutelando nel contempo i consumatori. La procedura per iniziare il commercio elettronico è la medesima di quella prevista per la vendita per corrispondenza.

COMMERCIO AMBULANTE O SU AREA PUBBLICA:
Per commercio su aree pubbliche si intende l’attività di vendita di merci al dettaglio e la somministrazione di alimenti e bevande effettuate sulle aree pubbliche, comprese quelle del demanio marittimo o sulle are private delle quali il comune abbia la disponibilità.
Per aree pubbliche si intendono le strade, i canali, la piazze, comprese quelle di proprietà privata gravate da servitù di pubblico passaggio ed ogni altra area di qualunque natura destinata ad uso pubblico.
L’esercizio dell’attività è soggetto ad apposita autorizzazione rilasciata a persone fisiche o a società di persone regolarmente costituite secondo le norme vigenti.
Nel caso l’attività venga esercitata in un mercato regolarmente costituito, l’autorizzazione è rilasciata dal Comune dove ha sede il mercato.
Nel caso l’attività venga esercitata in forma itinerante, l’autorizzazione è rilasciata dal Comune di residenza; in caso di società dal comune dove questa ha sede legale.

- LA RISTORAZIONE:
- Requisito professionale;
- Autorizzazione amministrativa.

Per somministrazione di alimenti e bevande si intende la vendita e il consumo sul posto, che comprende tutti i casi i cui gli acquirenti consumano i prodotti nei locali dell’esercizio o in una superficie aperta al pubblico.

Per le attività di somministrazione di alimenti e bevande occorre la licenza comunale.
Requisiti per ottenere la licenza sono:
- requisiti personali (maggiore età, obblighi scolastici assolti) e morali (non essere stati dichiarati falliti, non avere riportato una condanna per delitto non colposo a pena restrittiva della libertà personale superiore ai tre anni e non avere riportato un’altra serie di condanne previste dalla legge);
- requisiti professionali (uno dei seguenti, in alternativa): frequenza con esito positivo di corsi di Scuola Alberghiera o di altra scuola a specifico indirizzo professionale; frequenza con esito positivo di corsi professionali istituiti o riconosciuti dalla Regione (Corso P.I.A.); aver esercitato l’attività presso le imprese di somministrazione in qualità di dipendente qualificato o di collaboratore familiare, per almeno due anni negli ultimi cinque.

REQUISITO PROFESSIONALE (P.I.A. Percorsi Integrati Assistiti):
La regione Lazio ha stabilito che il requisito professionale può essere acquisito attraverso la frequenza con esito positivo di un corso di formazione denominato P.I.A. Tale Corso della durata di 92 ore prevede, oltre le ore di lezione l’assistenza integrata da parte del soggetto attuatore per l’inizio dell’attività.

AUTORIZZAZIONE AMMINISTRATIVA:
L’autorizzazione all’apertura e al trasferimento di un pubblico esercizio è rilasciata dal comune dove ha sede l’attività, secondo i parametri fissati con delibera comunale.

- L'INTERMEDIAZIONE:
- L'agente di commercio;
- Il rappresentante di commercio;
- Il procacciatore d'affari;
- Il commissionario;
- Il mediatore.

La funzione principale dell’attività commerciale è quella di trasferire i prodotti dalle località di produzione a quelle di consumo. Commercianti e produttori, per raggiungere i loro obiettivi di vendita, possono fare ricorso alla collaborazione di dipendenti o di lavoratori autonomi.
A quest’ultima categoria (detti autonomi in quanto non hanno con gli imprenditori un rapporto di subordinazione anche se agiscono nell’interesse delle parti) appartengono:

- agenti di commercio
- rappresentanti di commercio
- procacciatori d’affari
- commissionari
- mediatori

L’agente di commercio è l’intermediario che a seguito di un incarico continuativo promuove la conclusione d’affari in una determinata zona per conto di una o più ditte, dalle quali riceve un compenso di norma commisurato agli affari conclusi.L’agente opera in nome e per conto del venditore e vende cose con la clausola "salvo approvazione della casa".

Il rappresentante di commercio è l’intermediario che opera in una determinata zona in nome e per conto di una o più ditte per le quali, diversamente dall’agente, ha la facoltà di concludere affari. Il rappresentante, quindi, impegna e rappresenta direttamente il venditore e vincola il medesimo, essendo munito di mandato a vendere.

Il procacciatore d’affari è un intermediario che promuove affari per conto di una o più ditte, ma solo in modo occasionale e non continuativo. Il rapporto, in tale caso, si limita ad un impegno unilaterale di una o più ditte che promettono il riconoscimento di una provvigione alla conclusione di un affare.

Il commissionario è un intermediario che ha ricevuto il mandato di vendere una determinata merce in nome proprio, ma per conto di una ditta committente.

Il mediatore è l’intermediario che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza. il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se l’affare è concluso per l’effetto del suo intervento.

Per l’esercizio dell’attività di agente di commercio o rappresentante di commercio è necessaria l’iscrizione al Ruolo Agenti Rappresentanti (RAR) presso la Camera di Commercio dove ha sede la ditta.
L’iscrizione è concessa sulla base di specifici requisiti professionali consistenti o in un titolo di studio abilitante (diploma di ragioneria o assimilato, laurea in materie economico-giuridiche); o sulla base di una attività lavorativa con mansioni di organizzazione e direzione nelle vendite esercitata per almeno due anni; o frequentando un corso professionale riconosciuto dalla regione.

Per l’esercizio dell’attività di mediatore è necessaria l’iscrizione nel Ruolo Agenti d’Affari di Mediazione (RAM) riconosciuto sulla base di titolo di studio abilitante (diploma di ragioneria o assimilato, laurea in laurea in materie economico-giuridiche) o superando l’apposito esame presso la Camera di Commercio.

- IL TURISMO:
- Le imprese turistiche;
- Le agenzie di viaggi.

LE IMPRESE TURISTICHE:

  • Gli alberghi sono esercizi ricettivi aperti al pubblica, a gestione unitaria, che forniscono alloggio, eventualmente vitto ed altri servizi accessori, in camere ubicate in uno o più stabili o in parti di stabile.
  • I motels sono alberghi particolarmente attrezzati per la sosta e l’assistenza delle autovetture o delle imbarcazioni, che assicurano alle stesse servizi di riparazione e di rifornimento carburanti.
  • I villaggi-albergo sono alberghi che, in un’unica area, forniscono agli utenti di unità abitative, dislocati in più stabili, servizi centralizzati.
  • Le residenze turistico-alberghiere sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio e servizi accessori in unità abitative arredate, costituite da uno o più locali, dotati di servizio autonomo di cucina.
  • I campeggi sono esercizi ricettivi, aperti al pubblico, a gestione unitaria, attrezzati su aree recintate per la sosta e il soggiorni di turisti provvisti, di norma, di tende o altri mezzi autonomi di pernottamento (campers, ecc.).
  • I villaggi turistici sono servizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, attrezzati su aree recintate per la sosta e soggiorno in allestimenti minimi, di turisti sprovvisti, di norma, di mezzi autonomi di pernottamento.
  • Gli alloggi agro-turistici sono locali, siti in fabbricati rurali, nei quali viene dato alloggio a turisti da imprenditori agricoli.
  • Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non più di sei camere (massimo 12 posti letto) ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile nei quali sono forniti alloggio e, eventualmente, servizi complementari.
  • Sono case e appartamenti per vacanze gli immobili arredati gestiti in forma imprenditoriale per l’affitto ai turisti, senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità da sette giorni a tre mesi consecutivi.
  • Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno temporaneo (non più di 90 giorni) di persone o gruppi e gestite, al di fuori di normali canali commerciali, da enti pubblici, da associazioni o enti religiosi operanti senza fine dio lucro per il conseguimento di finalità sociali, culturali, assistenziali, religiose o sportive, nonché da enti o aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e dei loro familiari.
  • Sono ostelli per la gioventù le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno e il pernottamento, per periodi limitati, di giovani e dei loro eventuali accompagnatori.
  • Sono rifugi alpini i locali idonei ad offrire ospitalità in zone montane di alta quota, fuori dai centri urbani.

L’oggetto principale dell’attività delle imprese ricettive consiste nella produzione e nello scambio del servizio di ospitalità, mentre la prestazione di altri servizi quali la ristorazione e la ricreazione è accessoria.

LE AGENZIE DI VIAGGI:
Sono imprese che svolgono attività di organizzazione di soggiorni, viaggi, crociere per singoli e gruppi (tour-operators) o di vendita e intermediazione di viaggi e soggiorni organizzati da altre agenzie (dettaglianti). Svolgono inoltre attività di organizzazione di escursioni individuali e collettive, prenotazione e vendita biglietti, accoglienza e assistenza dei clienti, prenotazioni di alberghi e ristoranti, ritiro e deposito bagagli per conto del cliente, informazione turistica.

Per l’esercizio dell’attività di agenzia di viaggi occorre l’autorizzazione rilasciata dalla Provincia di competenza e che all’interno dell’azienda vi sia un direttore tecnico (titolare, legale rappresentante o dipendente) abilitato in base a superamento di specifico concorso regionale.

- QUALE FORMA GIURIDICA SCEGLIERE:
- Ditta individuale e impresa familiare;
- Società di persone;
- Società di capitali.

Quando si inizia un’attività economica l’imprenditore deve scegliere quale tipo di forma giuridica d’impresa conviene di più. La scelta è fondamentale perché occorre tenere conto della responsabilità patrimoniale a cui si va incontro, delle esigenze finanziarie dell’impresa, delle convenienze fiscali.

DITTA INDIVIDUALE E IMPRESA FAMILIARE:
Formata da un unico titolare imprenditore che agisce autonomamente, è la forma legale più semplice e meno costosa per un’attività economica.
Per tutti gli atti compiuti nell’impresa, l’imprenditore è responsabile con tutto il proprio patrimonio personale ed è soggetto al fallimento.
L’impresa individuale è oggi presente nel piccolo commercio al dettaglio, prevalentemente sotto forma di impresa familiare.

Per impresa familiare si intende un’impresa individuale in cui collaborano in modo continuativo i propri familiari. A tal riguardo sono considerati familiari: il coniuge, i parenti entro il terzo grado (genitori e figli, i nonni, i bisnonni, i nipoti - di nonno, e i pronipoti, i fratelli, le sorelle, gli zii enipoti) e gli affini entro il secondo grado (suoceri, generi, nuore e cognati). Costoro partecipano agli utili, ai beni acquistati con l’impresa e agli incrementi dell’azienda, in proporzione alla quantità e qualità del lavoro prestato.
Il proprietario è solo e sempre il titolare: per questo motivo la ripartizione riguarda esclusivamente gli utili, mentre il fallimento non può coinvolgere i familiari.

SOCIETÀ DI PERSONE:
Le società di persone possono essere "in nome collettivo" (S.N.C.) o "in accomandita semplice" (S.A.S.). Nella S.N.C. i soci hanno una responsabilità solidale illimitata, cioè rispondono dei debiti societari con tutto il loro patrimonio; nella S.A.S. invece mentre i soci accomandatari rispondono illimitatamente, i soci accomandanti invece sono responsabili limitatamente al capitale investito.

Per entrambe le società non sono previsti: un capitale minimo, un organo di controllo, un’assemblea di maggioranza, un obbligo di deposito del bilancio, la possibilità di emettere obbligazioni.

Ci sono inoltre alcune formalità per la loro costituzione:
- l’atto costitutivo per atto pubblico o scrittura privata autenticata;
- il deposito entro 30 giorni dell’atto costitutivo nel Registro delle impre se per l’iscrizione;
- il deposito al Registro delle imprese dell’accettazione di carica degli amministratori entro 15 giorni dalla nomina;
- la comunicazione all’ufficio distrettuale delle imposte dirette competente dell’avvenuta costituzione della società entro 3 mesi;
- la richiesta all’ufficio I.V.A., entro 30 giorni dalla costituzione, dell’attribuzione del numero di codice fiscale e di partita I.V.A.;

SOCIETÀ DI CAPITALI:
Le società di capitali possono essere: a responsabilità limitata (S.R.L.), per azioni (S.P.A.) e in accomandita per azioni (S.A.P.A.).
Elemento caratteristico di tutte le società di capitali è la personalità giuridica (ovviamente dopo l’iscrizione al Registro delle imprese) in base alla quale sono loro stesse soggette di diritti e doveri. Questo significa principalmente che verso i terzi risponde solo la società con il proprio patrimonio sociale, e che in caso di fallimento fallisce solo la società con il proprio capitale conferito.

In linea generale la S.R.L., avendo una struttura abbastanza snella e non necessitando di un capitale elevato, è la più indicata per un tipo di attività dinamica, senza eccessivi impianti burocratici e di dimensioni contenute e può essere costituita anche da un solo socio.

La S.P.A. ha invece una struttura un po’ più articolata ed è adatta per attività di notevoli dimensioni.

La S.A.P.A., infine, è poco diffusa ed ha una struttura simile alla S.P.A. ma con la caratteristica fondamentale che solo alcuni soci, gli accomandatari, rispondono illimitatamente delle obbligazioni sociali e sono di diritto gli amministratori della società.

Nella S.R.L. i soci rispondono dei debiti societari limitatamente al capitale investito; il capitale minimo è di 20 milioni; possono ricoprire la carica di amministratore sia soci che non soci a tempo indeterminato; sussiste l’obbligo di deposito del bilancio; non si possono emettere azioni.

Anche nella S.P.A. i soci rispondono limitatamente al capitale investito; il capitale minimo è di 200 milioni; i soci e i non soci possono essere amministratori per la durata di tre anni, rieleggibili; è obbligatorio il deposito del bilancio; possono essere emesse azioni.

Nella S.A.P.A. si distingue tra soci accomandatari che rispondono illimitatamente, e i soci accomandanti che rispondono limitatamente al capitale investito; il capitale minimo è di 200 milioni; gli amministratori possono essere soci e non soci a tempo indeterminato; vige l’obbligo di deposito del bilancio; possono essere emesse azioni.

Le formalità per la costituzione sono comuni a tutti i tre tipi di società di capitali:
- Deposito presso una banca abilitata all’importo deL 25% dell’ammontare del capitale sociale sottoscritto in denaro (il deposito sarà restituito alla società dopo l’iscrizione al registro delle imprese);
- Stipula dell’atto costitutivo mediante atto pubblico: all’atto vene allegato lo statuto della società che è il documento che regola i rapporti tra i soci, struttura e funzionamento della società;
- Ricorso al Tribunale per l’omologazione dell’atto costitutivo della società; va redatto in carta da bollo da 20 mila lire e presentato entro 30 giorni dalla data di costituzione della società allegando la quietanza della banca dell’avvenuto versamento deL 25%;
- Deposito dell’atto costitutivo per l’iscrizione nel Registro delle imprese, allegando copia del decreto di omologazione;
- Deposito dell’accettazione di carica degli amministratori delle società;
- Deposito per l’iscrizione nel Registro delle imprese dell’accettazione di carica dei sindaci (quando previsti);
- Comunicazione, entro tre mesi dalla costituzione, all’Ufficio distrettuale delle imposte dirette competente dell’avvenuta costituzione della società;
- Richiesta all’Ufficio IVA, entro 30 giorni dalla costituzione, dell’attribuzione del numero del codice fiscale e partita Iva;
- Vidimazione, prima del loro utilizzo, dei libri societari.

- I COSTI DA SOSTENERE:
- Costi per la definizione dell'ubicazione dei locali;
- Costi per le attrezzature;
- Costi per la creazione dell'assortimento;
- Costi della fornitura;
- Costi per la comunicazione;
- Formazione professionale dell'imprenditore e del personale.

Esiste una serie di fattori da tenere in considerazione prima di iniziare un’attività commerciale: la localizzazione, la clientela, il know how nel proprio settore, la razionalità dell’organizzazione, il livello professionale del personale, i rapporti instaurati con le banche e con i fornitori. Poiché tutti questi fattori hanno un costo è importante prenderli in considerazione.

I costi si possono suddividere in:

COSTI MATERIALI:
- Ubicazione dei locali;
- Acquisizione dei locali;
- Attrezzature;
- Assortimento delle merci;
- Fornitura.

COSTI IMMATERIALI:
- Comunicazione e marketing;
- Formazione professionale;

COSTI PER LA DEFINIZIONE DELL’UBICAZIONE DEI LOCALI:
L’ubicazione dell’esercizio influisce in maniera decisiva sulla sua fortuna o fallimento dello stesso. È dunque evidente come sia necessario valutare con attenzione tutte le possibili alternative, anche analizzando la quntità e qualità del mercato, ovvero studiando la propria clientela, l’accessibilità del punto vendita e la concorrenza, prima di decidere definitivamente.

I locali potrebbero essere in:
- centro storico: molti sono i vantaggi di una localizzazione centro storico, ad esempio la presenza di molte tipologie di negozi ha come diretta conseguenza un’elevata capacità attrattiva di tale zona.

- centro commerciale: normalmente situati in aree extraurbane, hanno sia il vantaggio di costituire un polo attrattivo importante, sia di disporre di ampi parcheggi. Bisogna però tenere in considerazione gli elevati costi d’affitto degli spazi e quelli promozionali che devono essere sostenuti dagli operatori del centro commerciale per animare il centro.

- altra zona, isolato o in gruppo di negozi: è un’alternativa per chi vuole offrire un servizio di prossimità o per chi possa sfruttare una rendita di posizione. Occorre tenere presente che, se da un lato ci sono bassi costi operativi, dall’altro bisogna realizzare maggiori investimenti pubblicitari e promozionali per rendersi visibili.

COSTI PER L’ACQUISIZIONE DEI LOCALI:
Altri costi da considerare sono: acquisizione dell’immobile, in proprietà o in locazione; ristrutturazione e allestimento dei locali; acquisto dei mobili.

COSTI PER LE ATTREZZATURE:
I costi per le attrezzature variano ovviamente al variare del tipo di attività commerciale. Un ulteriore costo da considerare oramai indifferibile in sede di avvio di un’attività commerciale è quello per le attrezzature informatiche, sia per gli adempimenti contabili civilistici e fiscali, sia per tenere costantemente sotto controllo la gestione aziendale; infatti un primo flusso di informazioni è quello relativo al controllo delle scorte e delle differenze inventariali.

COSTI PER LA CREAZIONE DELL’ASSORTIMENTO:
In fase di avvio bisogna tenere conto di un altro elemento di costo: la composizione iniziale delle scorte, la profondità della gamma dei prodotti offerti e l’ampiezza dell’assortimento.
Le scorte rappresentano un investimento che costa caro, sia in termini di denaro immobilizzato, che di spazio per il loro immagazzinamento. Più veloce è il tempo tra l’acquisto e la vendita, maggiore è il loro rendimento, sia in termini finanziari che commerciali. Se si verifica la possibilità di pagare i fornitori con dilazioni, e la rotazione è veloce, si può arrivare a vendere le merci anche prima di pagarle. In questo modo si potrà valutare l’opportunità di applicare sulle merci ricarichi più bassi rispetto a quei negozi a rotazione più lenta.

COSTI DELLA FORNITURA:
Ci sono vari fattori che devono influenzare la scelta dei fornitori: i prezzi, i servizi offerti, i tempi di consegna e il loro rispetto, le quantità minime ordinabili, le dilazioni nei tempi di pagamento concesse.
È di sicuro più economico rifornirsi direttamente dall’industria, poiché consente un rapporto diretto con chi fabbrica il prodotto da commercializzare, ma potrebbe richiedere periodi di riordino più lunghi e singoli ordinativi più alti.
Pur essendo la fornitura attraverso grossista più cara, consente però acquisti più frequenti e di minore entità, oltre che maggiori dilazioni. In questo modo si può ridurre il volume delle scorte riducendo così rischi e costi.

COSTI PER LA COMUNICAZIONE:
Per svolgere l’azione di comunicazione l’imprenditore commerciale si avvale di strumenti come: la pubblicità, la propaganda, la promozione.
Le informazioni su specifiche situazioni di mercato, come le promozioni di determinati articoli in un certo periodo oppure nella fase di lancio, vengono assegnate in genere a volantini, manifesti murali e in parte alle radio locali.
I giornali, le televisioni e in parte le radio locali, vengono invece normalmente utilizzati per comunicazioni di tipo istituzionale, per far conoscere il negozio e per qualificare la sua immagine.
Lo scopo della propaganda invece non è quello di spingere all’acquisto, ma solo di favorire nell’opinione pubblica un giudizio positivo sull’azienda. Questo strumento è particolarmente utile al momento dell’apertura del negozio, quando è possibile ottenere degli spazi sui giornali o nelle radio locali, per sottolineare i caratteri innovativi del punto vendita.
Infine esiste tutta una serie di attività, diverse dalla pubblicità e dalla propaganda, come la promozione vendite dirette a stimolare il consumatore all’acquisto attraverso buoni sconto, campioni gratuiti, dimostrazioni/degustazioni nel punto vendita, premi per acquisti superiori a una certa cifra, concorsi a premi, ecc.

FORMAZIONE PROFESSIONALE DELL’IMPRENDITORE E DEL PERSONALE:
La professionalità dei titolari delle aziende e dei loro dipendenti è oramai una qualità sempre più richiesta dagli utenti. Bisogna perciò tenere in considerazione anche questa voce fra i costi, e più in particolare:

- esigenze di preparazione manageriale e gestionale dell’imprenditore, soprattutto in materia di organizzazione, controllo di gestione, rapporti con banche e fornitori;

- esigenze di preparazione specifica relative al settore di attività in modo da acquisire sia elementi che consentano il rispetto delle normative vigenti (es. in materia igienico-sanitaria e di sicurezza sul lavoro), che di approfondire la conoscenza delle tecniche di vendita e delle caratteristiche funzionali di utilizzo dei prodotti venduti in modo da migliorare la qualità del servizio offerto ai consumatori.

- GLI STRUMENTI FINANZIARI:
- Fabbisogno corrente e fabbisogno non corrente;
- Credito a breve, medio, lungo termine;
- Le garanzie;
- Le leggi speciali.

Per gestire un’attività indubbiamente sono necessari mezzi finanziari adeguati. Le più comuni fonti finanziarie sono: l’apporto personale o dei soci e/o dall’indebitamento verso terzi (banche, società di leasing, ecc...).
Per valutare a quali strumenti finanziari accedere è importante tenere conto della natura dei fabbisogni finanziari dell’impresa, che si possono così suddividere:

FABBISOGNO CORRENTE:
è quello legato alle operazioni di esercizio del ciclo "acquisti-magazzino-vendite". Il fabbisogno della gestione corrente deve essere coperto da fonti cosiddette non rigide (ad esempio, scoperto di conto corrente)

FABBISOGNO NON CORRENTE:
è quello connesso allo svolgimento delle operazioni di investimento che non sono legate al singolo esercizio annuale, ma hanno una valenza pluriennale (ad esempio l’acquisto dell’immobile). Le esigenze di investimento durevole devono essere coperte da fonti rigide (quali il capitale proprio o i mutui a medio/lungo termine).
Gli strumenti finanziari si possono così distinguere in: crediti a breve termine e crediti a medio - lungo termine.

CREDITO A BREVE TERMINE:
viene utilizzato per la gestione delle attività correnti dell’impresa, come liquidità, crediti e scorte. Con l’apertura di credito si realizza un contratto con il quale la banca si obbliga a tenere a disposizione del cliente una somma di denaro per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato.
Le aziende commerciali utilizzano normalmente la forma dell’apertura di credito in conto corrente. In questo modo l’azienda può utilizzare in diverse riprese l’affidamento ottenuto, potendo ripristinare con successivi versamenti l’originaria disponibilità, usufruendo della linea di credito accordato.

CREDITO A MEDIO - LUNGO TERMINE:
viene utilizzato per il finanziamento delle attività fisse, come immobilizzazioni materiali e immateriali.
Tipico strumento a medio - lungo termine è rappresentato dal mutuo. In questo caso l’impresa ha a disposizione una determinata somma di denaro, per la cui restituzione è previsto un piano pluriennale di rientro a rate.
Un altro strumento di tale genere utile per le aziende è il leasing: un’operazione finanziaria con cui una parte concede ad un’altra, dietro corrispettivo di un canone periodico, il godimento di un bene per un certo periodo di tempo, alla scadenza del quale la parte che ha ricevuto il godimento può scegliere tra la prosecuzione del godimento, la restituzione del bene, l’acquisto della proprietà (mediante il versamento di un prezzo stabilito).

LE GARANZIE:
Per ottenere un finanziamento da un istituto di credito l’interessato deve presentare una formale richiesta scritta, corredata da una documentazione in cui si specifica l’importo del fido, la sua durata, le eventuali garanzie. La banca (o l’istituto a cui si chiede il credito) ricorre all’acquisizione di una garanzia che di norma è patrimoniale.
La legge conosce due tipi di garanzie: reali (pegno e ipoteca), e personali (fideiussione e avvallo). Col pegno e l’ipoteca la garanzia colpisce direttamente il bene e si esaurisce su di esso, poiché colui che ha costituito il pegno o concesso l’ipoteca risponde solo nei limiti del bene stesso. Con la fideiussione e l’avvallo, invece, avendo messo a disposizione tutto il patrimonio genericamente, il garante risponde con esso sino a concorrenza delle ragioni del credito garantito.

N.B. Tra i due tipi di garanzie le banche tendono a preferire quelle reali anche in dipendenza del fatto che la loro disciplina assicura un diritto di prelazione nell’esecuzione forzata.

LE LEGGI SPECIALI:
Alcune tipologie di aziende possono richiedere l’accesso a finanziamenti agevolati previsti da normative europee o leggi regionali. In particolare ricordiamo la legge regionale a favore dell’imprenditoria femminile o i fondi comunitari per i giovani che avviano attività innovative. Particolare attenzione va posta non solo nell’esame dei requisiti richiesti per l’accesso a tali agevolazioni, ma anche alla maggiore o minore complessità dell’iter previsto.

- GLI ADEMPIMENTI BUROCRATICI PER AVVIARE UN'ATTIVITA':
- Adempimenti amministrativi;
- Adempimenti previdenziali;
- Adempimenti fiscali.

ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI:

  • IN COMUNE:
    Per svolgere attività di commercio al minuto, commercio su aree pubbliche, somministrazione di alimenti e bevande è necessario presentare la comunicazione di inizio attività o ottenere la specifica autorizzazione amministrativa comunale.
  • IN CAMERA DI COMMERCIO:
    Oltre alle necessarie abilitazioni preliminari per l’esercizio di alcune attività commerciali, l’imprenditore commerciale dovrà comunicare al Registro Imprese presso la Camera di Commercio in cui esercita l’attività l’inizio, la modifica, il trasferimento e l’eventuale cessazione entro 30 giorni dall’evento.

ADEMPIMENTI PREVIDENZIALI:
INPS (Istituto nazionale previdenza sociale): nel termine di trenta giorni dall’inizio dell’attività il commerciante ha l’obbligo dell’iscrizione alla gestione autonoma dei commercianti presso l’INPS. Il titolare dell’impresa non deve iscrivere solo se stesso, ma anche quei familiari che collaborano con continuità nell’attività commerciale.

INAIL (Istituto nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro): provvede soprattutto all’assistenza economica ai lavoratori soggetti al rischio di infortunio sul lavoro o di malattia professionale. Non riguarda solo i dipendenti, ma anche i familiari collaboratori del titolare e i soci. La denuncia all’INAIL deve essere presentata almeno 5 giorni prima dell’inizio dell’attività. Sempre entro 5 giorni va comunicato il nominativo dei dipendenti e collaboratori adibiti ai lavori a rischio.

ADEMPIMENTI FISCALI:
I soggetti che intraprendono un’attività commerciale nel territorio dello Stato devono entro 30 giorni comunicarlo all’Ufficio Unico delle Entrate competente per territorio. La comunicazione ha lo scopo, da una parte, di portare a conoscenza il Fisco della nuova attività e, dall’altra, di far sì che il contribuente ottenga la partita IVA.

PARTITA IVA: l’Ufficio che riceve la dichiarazione di inizio attività, attribuisce il numero di partita IVA. Tale numero, che rappresenta il codice identificativo della ditta, va indicato dal contribuente sulle dichiarazioni, sulle deleghe o sugli attestati di versamento (Mod. F24) e su ogni atto destinato direttamente o indirettamente all’Ufficio.
È da ricordare poi, che ogni variazione, sia essa relativa all’attività (cambiamento codice attività esercitata, apertura nuovi punti vendita, etc...), o al titolare della stessa (variazione residenza, variazione stato civile, etc...), dovrà essere comunicata entro 30 giorni all’Ufficio Unico delle Entrate competente per territorio.
Dopo aver ottenuto l’attribuzione del numero di partita IVA, è necessario munirsi poi dei libri contabili (libro beni ammortizzabili, libro giornale, etc...) necessari per l’esercizio dell’attività. Tali libri sono normalmente redatti dal depositario delle scritture contabili, ad eccezione del registro dei corrispettivi (obbligatorio per chi esercita il commercio al dettaglio) e di pochi altri registri relativi ad attività particolari (commercio di beni usati, oreficeria, etc...), che devono essere aggiornati quotidianamente a cura del titolare.

Oltre a quanto sin qui esposto, sono poi da aggiungere gli adempimenti di rito, cioè che devono essere espletati ogni anno di esercizio dell’attività.
Tali adempimenti sono:
- il versamento periodico (mensile o trimestrale) dell’IVA se il saldo del relativo periodo risulta a debito;
- compilazione ed invio della dichiarazione IVA periodica (mensile o trimestrale);
- redazione ed invio del modello UNICO comprensivo (se l’azienda si trova in un periodo di normale esercizio d’attività) della dichiarazione IVA annuale, dichiarazione 770 inerente i sostituti d’imposta, dichiarazione dei redditi (Mod. 740 - 750 - 760).
- versamento delle imposte (Irap ed Irpef od Ires) risultanti dalla dichiarazione dei redditi entro i termini annualmente notificati;



In questa sezione vengono trattate le opportunità che dal punto di vista fiscale possono agevolare lo start-up aziendale. Anche se esaminate in questa sezione dedicata ai Giovani Imprenditori, non sono vincolati a limiti di età e quindi possono essere applicati a tutti i soggetti.
Possiamo distinguere le agevolazioni legate al Regime di tassazione dalle agevolazioni fiscali in senso stretto riconducibili in risparmio d'imposta.

I REGIMI FISCALI AGEVOLATI:
- Regime dei Minimi (art. 1 c. 96-117 L. 244/2007 modificato dal DL 98/2011)

Breve sintesi normativa
Dal 1° gennaio 2012 cambia il Regime dei Minimi introdotto a suo tempo dalla legge 244/2007 con effetto dal periodo d’imposta 2008 e cessato nel 2011. Con il D.L. 98/2011 il legislatore ne ha inteso restringere il campo di applicazione introducendo ulteriori requisiti. Ne ha di fatto sancito la cessazione a coloro i quali, pur avendo i requisiti per l’applicazione col precedente Regime dei Minimi, non detengono le condizioni aggiuntive previste dal decreto in questione. Dall’altro, tuttavia, lo ha reso più appetibile abbassando dal 20% al 5% l’imposta sostitutiva dovuta ed eliminando la ritenuta d’acconto sui compensi. In sintesi più convenienza ma per pochi. Dall’analisi dei nuovi requisiti, emergono diversi dubbi, anche se quello probabilmente più spinoso riguarda quello relativo alla condizione di cui alla lett. B) dell’art. 27 D.L. 98/2011 secondo cui “l’attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni”. Tale disposizione, ha carattere antielusivo ed è finalizzata a evitare abusi da parte dei contribuenti che allo scopo di accedere alle agevolazioni modificano solo formalmente l’attività precedentemente svolta. A tal proposito è da considerare bene quanto indicato nella circolare 8/E dell’Agenzia delle Entrate del 26 gennaio 2001 laddove viene evidenziato che si deve attentamente verificare che la nuova attività non venga svolta con gli stessi beni dell’attività precedente, nello stesso luogo e con i medesimi clienti.

Applicazione del regime esoneri e semplificazioni.
Di seguito sintetizziamo le tre casistiche che si potranno verificare con l’introduzione della nuova normativa:
a) attività con nuovo regime dei minimi;
b) attività esercitata dopo il 31.12.2007 che passa dal vecchio regime dei minimi a quello attuale;
c) attività esercitata dopo il 31.12.2007 che passa dal regime dei minimi a quello Agevolato
(cosiddetto ex minimi).
a) Nuove attività di impresa , o lavoro autonomo, dal 01/01/2012


Condizioni

Non esercizio , nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, di attività artistica

 

–professionale -di impresa anche in forma associata o familiare;

 

La

nuova

attività

non

deve costituire

una

prosecuzione di altra attività

 

precedentemente svolta sotto forma di lavoro autonomo o dipendente, con

 

esclusione dei casi di perdita del posto di lavoro e di praticantato all’esercizio

 

di arte e/o professione;

 

Ricavi del periodo precedente non superiore a 30.000 euro, nel caso venga

 

proseguita un’attività d’impresa svolta da altro soggetto.

Durata

Il regime è applicabile per l’anno di inizio attività e per i quattro esercizi

 

successivi.

Eccezioni per la durata

I soggetti che non hanno ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età possono continuare ad applicare il regime fiscale di vantaggio fino al periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età, senza esercitare alcuna opzione espressa.

Semplificazioni

Confermata la non applicazione dell’Iva, a titolo di rivalsa; sul reddito si applica l'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali, pari al 5 per cento; I ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime, non sono assoggettati a ritenuta d'acconto da parte del sostituto di imposta. A tal fine i contribuenti rilasciano un'apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva; Non si applica L’irap; Non si applicano gli studi di settore; Non è prevista la tenuta delle scritture contabili.

Cause di cessazione anticipata dal Regime Fiscale di Vantaggio

Il regime cessa di avere applicazione dall'anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni di cui al comma 96, ovvero si verifica una delle fattispecie indicate al comma 99 della Legge 244/2007 (legge istitutiva del Regime dei Minimi). Il regime cessa di avere applicazione dall'anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti erano il limite di cui al comma 96, lettera a), numero 1), di oltre il 50 per cento. In tal caso sarà dovuta l'imposta sul valore aggiunto relativa ai corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell'intero anno solare, determinata mediante scorporo ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 27 del D.P.R. n. 633 del 1972 per la frazione d'anno antecedente il superamento del predetto limite o la corresponsione dei predetti compensi, salvo il diritto alla detrazione dell'imposta sugli acquisti relativi al medesimo periodo. La cessazione dall'applicazione del regime dei contribuenti minimi, a causa del superamento di oltre il 50 per cento del limite di cui al comma 96, lettera a), numero 1), comporta l'applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni.

b) Attività di impresa , o lavoro autonomo, intrapresa dal 01/01/2008


Condizioni

Possesso requisiti di cui al comma 96, articolo 1, della Legge 244/2007 (Regime dei Minimi). Non esercizio, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, di attività artistica –professionale -di impresa anche in forma associata o familiare; La nuova attività non deve costituire una prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro autonomo o dipendente, con esclusione dei casi di perdita del posto di lavoro e di praticantato all’esercizio di arte e/o professione; Ricavi del periodo precedente non superiore a 30.000 euro, nel caso venga proseguita un’attività d’impresa svolta da altro soggetto.

Durata

Il regime è applicabile per l’anno di inizio attività e per i quattro esercizi successivi

Eccezioni per

I soggetti che non hanno ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età

la durata

possono continuare ad applicare il regime fiscale di vantaggio fino al periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età, senza esercitare alcuna opzione espressa.

Semplificazioni

Confermata la non applicazione dell’Iva, a titolo di rivalsa; sul reddito si applica l'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali, pari al 5 per cento; I ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime, non sono assoggettati a ritenuta d'acconto da parte del sostituto di imposta. A tal fine i contribuenti rilasciano un'apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva; Non si applica L’irap; Non si applicano gli studi di settore; Non è obbligatoria la tenuta delle scritture

Cause di cessazione anticipata dal Regime Fiscale di Vantaggio

Il regime cessa di avere applicazione dall'anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni di cui al comma 96 ovvero si verifica una delle fattispecie indicate al comma 99 della Legge 244/2007 (legge istitutiva del Regime dei Minimi). Il regime cessa di avere applicazione dall'anno stesso in cui i ricavi o i compensi percepiti erano il limite di cui al comma 96, lettera a), numero 1), di oltre il 50 per cento. In tal caso sarà dovuta l'imposta sul valore aggiunto relativa ai corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell'intero anno solare, determinata mediante scorporo ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 27 del D.P.R. n. 633 del 1972 per la frazione d'anno antecedente il superamento del predetto limite o la corresponsione dei predetti compensi, salvo il diritto alla detrazione dell'imposta sugli acquisti relativi al medesimo periodo. La cessazione dall'applicazione del regime dei contribuenti minimi, a causa del superamento di oltre il 50 per cento del limite di cui al comma 96, lettera a), numero 1), comporta l'applicazione del regime ordinario per i successivi tre anni.

c) Esercitata dopo il 31.12.2007 che passa dal regime dei minimi a quello Agevolato (cosiddetto ex minimi).


Condizioni

Possesso requisiti di cui al comma 96, articolo 1, della Legge 244/2007 (Regime dei Minimi). Il soggetto non può tuttavia beneficiare del regime fiscale di vantaggio perché non possiedono gli ulteriori requisiti previsti dall’art. 27 , c.1 e 2 , Legge 98/2011; Fuoriescono dal Regime Fiscale di Vantaggio per decorrenza dei termini di applicazione.

Durata

Il regime è applicabile fino alla perdita dei requisiti di cui all’articolo 1, comma 96 e 99 , della Legge 244/2007

Semplificazioni

Tassazione Irpef e addizionali regionali con regole ordinarie; Liquidazione e versamento dell’Iva annuale; Esclusione dall’Irap; Non è obbligatoria la tenuta delle scritture contabili;

Tale regime, in realtà è quello naturale riservato a coloro che si trovavano al 31 dicembre 2011 nel regime dei minimi previsto dalla legge 244/2007 e che non hanno più i requisiti per godere di quello riformato dalla DL n. 98/2011. Concretamente non consente di alcun vantaggio in quanto pur prevedendo l’esonero della tenuta della contabilità e delle liquidazioni periodiche iva, di fatto obbliga alla tenuta in quanto sarebbe difficile immaginare il calcolo delle imposte dovute senza alcuna formalità contabile, seppure ad uso interno. Infatti, è solo obbligatorio per tali soggetti: il versamento unico annuale dell’iva; la tassazione ordinaria irpef ed addizionali. L’esclusione dell’irap non incide in misura significativa in quanto già attualmente i piccoli imprenditori e/o professionisti senza stabile organizzazione ne sono esclusi non solo alla luce della giurisprudenza formatasi, ma anche stessa ammissione dell’Agenzia delle Entrate (circolare n.28/2010).

Principio di cassa
L'imputazione delle spese, dei ricavi e dei compensi al periodo d'imposta deve essere effettuata sulla base del cosiddetto "principio di cassa". Il principio, generalmente valido per i redditi di lavoro autonomo, trova quindi applicazione anche nella determinazione del reddito d'impresa prodotto dai contribuenti minimi.

Il nuovo regime dei minimi sembra decisamente consigliato per:
• le piccole partite iva, professionisti ed imprese, che operano nel settore dei servizi ed hanno pochi costi da scaricare e non risultano quindi danneggiati dalla indetraibilità dell'IVA. I vantaggi aumentano all'avvicinarsi alla soglia limite dei ricavi 30.000 euro. Da valutare l'utilità del regime caso per caso al diminuire dei ricavi complessivi.
• chi ha come clienti i privati.
• chi ha altri redditi che può evitare il cumulo ( es. lavoratore dipendente che decide di aprire partita iva).

 

Per ulteriori informazioni rivolgersi direttamente al servizio contabilità dell'Ascom (ASCOM SE.TER.VIT.)

 

A seguito della necessità di supportare le piccole e medie imprese nell’accesso al credito in forma agevolata e semplificata,  il gruppo Giovani Imprenditori ha inteso riconfermare la fiducia nel reciproco rapporto di collaborazione con la  la Fidit Alto Lazio, società cooperativa a finalità mutualistiche facente parte del gruppo Ascom Viterbo.
La Coop.va Fidit Alto Lazio è operativa per contribuire a dare informazione, consulenza ed assistenza in materia di accesso al credito agevolato.
In tale ottica  la Coop.va  Fidit Alto Lazio interviene attraverso la prestazione di garanzie per favorire la concessione di finanziamenti a tassi particolarmente agevolati, da parte dei principali Istituti di Credito della Provincia , con convenzioni relative sia ai Giovani Imprenditori che ad aziende già operative sul mercato di riferimento.

Di seguito elenchiamo le normative attualmente in vigore che consentono di ottenere agevolazioni finanziarie, fiscali e contributive:

Nuove attività imprenditoriali: incentivi per i lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali

Emanato il Decreto che prevede incentivi per i lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali in deroga o sospesi e per i percettori di Cassa Integrazione che intendono avviare un'attività di lavoro autonomo, un'attività autoimprenditoriale o una micro-impresa o per associarsi in cooperativa.

Lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali in deroga o sospesi:

Il beneficio consiste nella liquidazione del trattamento di sostegno del reddito – ammortizzatore sociale in deroga o indennità di disoccupazione – per un numero di mensilità pari a quelle autorizzate e non ancora percepite e viene erogato dall’INPS.

Lavoratori percettori del trattamento di cassa integrazione ordinaria e straordinaria:

Il diritto alla prestazione spetta in tutti i casi di integrazione salariale, ordinaria e straordinaria, sia in caso di sospensione che in caso di riduzione di orario o rotazione, nonché nei casi di lavoratori destinatari del contratto di solidarietà.

Al lavoratore è liquidato, altresì un importo equivalente al trattamento di mobilità che sarebbe spettato per un massimo di 12 mesi quando:

-il lavoratore è sospeso in cassa integrazione per crisi aziendale a seguito di cessazione totale o parziale dell’impresa, di procedura concorsuale o comunque sia stato dichiarato in esubero strutturale;
-il lavoratore stesso possa far valere un’anzianità aziendale di almeno 12 mesi, di cui almeno 6 di lavoro effettivamente prestato. Il beneficio consiste nella liquidazione del trattamento di integrazione salariale per un numero di mensilità pari a quelle autorizzate e non ancora percepite ed è erogato dall’INPS.

Erogazione del beneficio

I lavoratori che intendano usufruire dei suddetti benefici, debbono presentare domanda all’INPS entro i termini di fruizione del trattamento di sostegno al reddito, specificando l’attività che intendono intraprendere.

L’Istituto, dopo aver effettuato le sue verifiche, erogherà il 25% dell’incentivo, interrompendo l’erogazione del trattamento, ed il restante 75% sarà erogato solo a seguito della presentazione della documentazione attestante l’assunzione di iniziative finalizzate allo svolgimento del lavoro autonomo, dell’attività autoimprenditoriale, di una micro-impresa o dell’associazione in cooperativa. In particolare nel caso di associazione in cooperativa, se il lavoratore instaurerà un rapporto di lavoro subordinato, l’incentivo spetterà alla cooperativa o dovrà essere conferito dal lavoratore al capitale sociale della cooperativa.

Per poter ottenere l’erogazione del 75% del beneficio, dopo che l’INPS avrà accertato la sussistenza del diritto alla prestazione ed avrà comunicato al richiedente l’accoglimento della domanda:

-il lavoratore dovrà presentare entro 15 giorni dalla predetta comunicazione le dimissioni al datore di lavoro, dandone copia all’INPS;
-il lavoratore che abbia fatto richiesta della prestazione per associarsi in cooperativa, presenterà entro 15 giorni dalla suddetta comunicazione copia del contratto di lavoro.
A questo punto l’INPS disporrà il pagamento in favore del soggetto della somma dovuta o, in caso contrario, provvederà al recupero delle somme anticipate.

(Decreto Ministero lavoro e politiche sociali 18/12/2009, n. 49409)
Prestito d'onore - Legge Regionale 19/1999

Cos'è il Prestito d'Onore:
Sono finanziamenti, fino ad un massimo di 30.000 Euro, che la Regione Lazio concede grazie alla Legge regionale 19/99 per trasformare la tua idea imprenditoriale in un'attività.

Beneficiari:
Esclusivamente chi intende realizzare un'attività autonoma in forma individuale (ditta individuale).

Requisiti:
Per accedere alle agevolazioni finanziarie, alla data di presentazione della domanda, devi:
• essere residente nella regione Lazio;
• avere un'età compresa tra i 18 e i 35 anni;
• essere in stato di "non occupazione", risultante da documentazione rilasciata, non più di quindici giorni prima della presentazione della domanda, dai competenti uffici amministrativi (Centri per l'Impiego);
• non essere già titolare di ditta individuale, né amministratore di società.
Non possono in ogni caso accedere alle agevolazioni previste dalla presente legge:
• i titolari di partita IVA movimentata in data antecedente alla presentazione della domanda;
• i titolari di partita IVA aperta da oltre sei mesi prima della presentazione della domanda, anche se non movimentata.

Settori di attività
:
La legge finanzia le attività autonome, anche in franchising, riguardanti qualunque settore.
Sono invece escluse le libere professioni (ovvero quelle per cui è necessaria l'iscrizione agli ordini professionali) e le attività relative ai "settori sensibili" della normativa comunitaria

Iniziative agevolabili:
Sono ammissibili i progetti che prevedono l'avvio di nuove attività o la rilevazione di attività preesistenti.

Ambito territoriale:
Sono ammesse soltanto le iniziative imprenditoriali la cui sede operativa sia ubicata all'interno del territorio della regione Lazio.

Entità delle agevolazioni:
Se il progetto sarà ritenuto valido, la tua idea d'impresa meriterà le agevolazioni concesse dalla legge fino a un massimo di 30.000 Euro, 50% a fondo perduto e 50% a mutuo agevolato da restituire in cinque anni. Non vi sono limiti agli investimenti previsti. Tuttavia, qualora questi fossero superiori a 30.000 Euro, dovrai indicare con chiarezza quali sono i beni per i quali richiedi le agevolazioni.
Inoltre, dovrai specificare quali risorse finanziarie intendi attivare per coprire le spese relative ai beni per i quali non richiedi il finanziamento.

Spese agevolabili:
Sono ammissibili le spese, al netto dell'IVA, relative all'acquisto di attrezzature ed altri beni materiali ed immateriali ad utilità pluriennale.
I beni e le attrezzature devono essere direttamente collegati al ciclo produttivo, nuovi di fabbrica oppure usati, a condizione che non siano stati oggetto di precedenti agevolazioni pubbliche e offrano idonee e comprovate garanzie di funzionalità.
Sono ammissibili, inoltre, le spese per:
a) impianti specifici;
b) ristrutturazioni entro il limite del 10% del totale dell'investimento ammesso.

Franchising - Dlgs n.185/2000 - Titolo II

A chi è rivolta la legge:
Questa agevolazione è rivolta a persone fisiche o società (di persone o di capitali) di nuova costituzione che intendono avviare un'attività imprenditoriale in franchising, da realizzare con Franchisor convenzionati con l'Agenzia.

Sono ESCLUSE le società di fatto e le società aventi scopi mutualistici.

Per presentare la domanda il titolare della ditta individuale o, nel caso di società, almeno la metà numerica dei soci che detiene almeno la metà del capitale sociale o delle quote, deve essere:
- maggiorenne alla data di presentazione della domanda;
- non occupato alla data di presentazione della domanda;
- residente nei territori di applicazione della normativa alla data del 1 gennaio 2000 oppure da almeno sei mesi alla data di presentazione della domanda.

Anche la sede legale e operativa della società deve essere ubicata nei territori agevolabili.

Iniziative ammesse:
Le spese di investimento e di gestione considerate "ammissibili" ai fini del calcolo dell'ammontare delle agevolazioni sono:
a) per l'investimento:
- attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti;
- beni immateriali a utilità pluriennale;
- ristrutturazione di immobili, entro il limite massimo del 10% del valore degli investimenti;
b) per la gestione:
- materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi inerenti al processo produttivo per un importo non superiore a € 25.000;
- utenze e canoni di locazione per immobili;
- oneri finanziari;
- prestazioni di garanzie assicurative sui beni finanziati;
- prestazione di servizi.

Territori di applicazione:
- deroghe art. 87.3.c;
- obiettivo 2;
- aree svantaggiate di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 14 marzo 1995 (pubblicato gazz.uff. del 15/6/1995 n.138);
- aree "phasing out".

Settori ammessi:
Le iniziative agevolabili possono riguardare la commercializzazione di beni e di servizi, mediante la formula dell'affiliazione in Franchising.

Non sono agevolabili le attività che si riferiscono a settori esclusi dal CIPE o da disposizioni comunitarie.

In particolare sono escluse:
- produzione primaria di prodotti agricoli di cui all’allegato I del Trattato CE;
- pesca e acquacoltura.

Sono inoltre esclusi gli aiuti destinati all’acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada da parte di imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi.

Le iniziative devono prevedere l'affiliazione con uno dei Franchisor convenzionati con l'Agenzia nazionale per l'attrazione d'investimenti e lo sviluppo d'impresa SpA già Sviluppo Italia, l'individuazione del quale richiede, da parte del potenziale Franchisee, una attenta e corretta scelta del marchio commerciale con il quale si intende avviare l'iniziativa, anche sulla base della propria esperienza professionale, delle proprie attitudini alla vendita e della coerenza con il profilo richiesto dal Franchisor.

Vincoli della legge:
L'attività finanziata deve essere svolta per un periodo di almeno cinque anni a decorrere dalla data di delibera di ammissione alle agevolazioni.
Le agevolazioni finanziarie non possono superare complessivamente il limite di aiuto di 100.000 €.

Agevolazioni finanziarie , fiscali e contributive
:
Le agevolazioni previste sono:
a) per gli investimenti, un contributo a fondo perduto e un mutuo a tasso agevolato, che può anche arrivare a coprire il 100% degli investimenti ammissibili;
b) per la gestione, un contributo a fondo perduto, anche su base pluriennale, sulle spese ad essa relative.

Servizi di formazione e consulenza:
I proponenti che intendono presentare una domanda, possono avvalersi dei seguenti servizi di sostegno e di affiancamento:
- una guida on line che contiene chiarimenti e suggerimenti per la compilazione di ognuno dei prospetti contenuti nella domanda stessa;
- specifici seminari informativi, a livello regionale e provinciale, ai quali è possibile partecipare su prenotazione telefonando agli Info Point Regionali. La partecipazione a tali seminari faciliterà ai proponenti la comprensione delle principali parti di cui è composta la domanda e consentirà loro la compilazione della stessa in autonomia;
- assistenza gratuita presso le Società Regionali del Gruppo Sviluppo Italia, in caso di necessità, per usufruire di un collegamento ad internet;
- una casella di posta elettronica - info@sviluppoitalia.it - dove poter inviare eventuali richieste di informazione e di assistenza.

Inoltre, il Franchisor, fin dal primo incontro eroga servizi di accompagnamento per la predisposizione del "progetto di impresa" e di formazione commerciale e gestionale al proponente.

Presentazione ed iter della domanda:
Il percorso per ottenere le agevolazioni prevede, dapprima, la scelta del Franchisor, tra quelli accreditati da Sviluppo Italia, e, successivamente, la presentazione della domanda, che dovrà contenere indicazioni in merito al profilo personale del/dei proponenti, corredata degli allegati che attestano l'esistenza dei requisiti di legge e il rispetto delle normative sulla tutela della privacy e sull'antiriclaggio.
Più in particolare, è necessario:
• compilare on line la domanda, (è necessario registrarsi e quindi accedere alla domanda);
• compilare in forma cartacea i relativi allegati;
• inviare, entro 5 giorni dal completamento online, la stessa senza alcuna modifica, tramite raccomandata A.R., insieme agli allegati, a:

Sviluppo Italia - Funzione Sostegno Politiche Occupazionali
Via Boccanelli 30 - 00138 Roma.

La valutazione della domanda viene effettuata in due tappe.
La prima prevede le seguenti verifiche:
• la verifica formale (preliminare) della domanda presentata, volta ad accertare la sussistenza di quei requisiti la cui assenza pregiudica la possibilità di accedere ai benefici di legge (requisiti di accoglibilità);
• la verifica di merito, della coerenza tra il profilo del proponente e il "profilo tipo" indicato dal Franchisor. Superata tale fase, Sviluppo Italia mette in contatto proponente e Franchisor; quest'ultimo dovrà valutare se le caratteristiche del proponente sono corrispondenti al "profilo tipo" richiesto per la gestione del punto di vendita, secondo i propri standard di selezione e di esperienza, maturati attraverso la gestione della propria rete commerciale in Franchising.
La seconda, che prende il via in caso di esito positivo del contatto di cui sopra, prevede:
• la valutazione del "progetto di impresa" predisposto congiuntamente dal Franchisor e dall'aspirante Franchisee, in ordine alla fattibilità tecnico-economica dell'iniziativa ed alla sua cantierabilità ovvero alla effettiva ed immediata realizzabilità. Il "progetto di impresa", sottoscritto anche dal Franchisor, deve essere inviato dal Franchisee a Sviluppo Italia entro 60 giorni dalla conclusione della prima fase;
• un colloquio con il proponente (nel caso di società con l’intera compagine sociale) che verterà sulle seguenti aree tematiche di approfondimento: competenze, mercato, aspetti gestionali, aspetti economici e finanziari. La mancata partecipazione al colloquio del proponente singolo - ovvero, nel caso di società, anche di uno soltanto dei soci - nelle date che verranno comunicate da Sviluppo Italia comporterà il rigetto della domanda.
L’intero procedimento di valutazione sarà concluso entro il termine di sei mesi dalla data di ricevimento della domanda, ovvero della documentazione integrativa richiesta, ai sensi dell’art.5 del D.Lgs. 31 marzo 1998, n.123.

Alla valutazione della domanda e del relativo "progetto di impresa", fa seguito la Delibera di Ammissione o Non Ammissione alle agevolazioni.
In caso di esito positivo, il Franchisor ed il Franchisee procedono, entro 30 giorni dalla data di ammissione alle agevolazioni, alla stipula del contratto di Franchising, successivamente alla quale, il Franchisee stipulerà il Contratto di Concessione delle agevolazioni, che è l'atto formale che regolamenta i rapporti e i reciproci obblighi tra Sviluppo Italia e il beneficiario.

Incentivi per la realizzazione di impianti solari a uso termico - L.R. n. 4/2006 art. 36

A chi è rivolta la legge:
Possono presentare domanda per l’accesso ai contributi le Piccole e medie imprese (PMI) aventi sede operativa nel Lazio e che siano proprietari degli edifici serviti dagli impianti, ovvero titolari di diverso diritto reale o di godimento, ove autorizzati dal o dai proprietari. L’impianto deve essere a servizio di una o più unità immobiliari ubicate nella Regione Lazio. Le imprese richiedenti dovranno dimostrare l’integrale applicazione dei contratti collettivi di lavoro nazionali e territoriali di settore e di essere in regola con gli obblighi contributivi mediante presentazione del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva).

Iniziative ammesse:
Sono ammesse a contributo le spese per l’acquisto e l’installazione degli impianti solari termici, relativamente alle opere murarie ed idrauliche, queste ultime fino all’allacciamento con gli impianti preesistenti.

Territori di applicazione:
Intero territorio della Regione Lazio.

Settori ammessi:
Tutti.

Vincoli della legge:
Per le PMI il contributo è concesso a titolo “de minimis”: l’importo complessivo degli aiuti “de minimis” concessi ad una medesima impresa non deve superare i 200.000 euro durante il periodo che copre l’esercizio finanziario interessato e i due esercizi precedenti.

Agevolazioni finanziarie , fiscali e contributive:
Il contributo ammonta a 0,10 euro per Kwh producibile, con un massimo di 9.000 euro, o a 0,20 euro per Kwh producibile, con un massimo di 18.000 euro se l’impianto contribuisce al risparmio energetico del ciclo produttivo. In entrambi i casi, il valore del contributo non potrà comunque superare il 15% del costo dell’impianto. L’importo delle agevolazioni aumenta di un 10%, se gli impianti sono utilizzati anche per il riscaldamento oltre che per l’acqua sanitaria, o di un 15% aggiuntivo sull’importo base, se gli impianti utilizzano captatori solari ad alta efficienza (tubi con isolamento sottovuoto). Le due variazioni percentuali sono cumulabili.

Presentazione ed iter della domanda
:
La presentazione delle domande prevede una procedura articolata in due fasi:

1. la prenotazione telematica sul sito internet di Sviluppo Lazio S.p.A:
www.sviluppo.lazio.it;

2. l’invio della domanda e della documentazione cartacea.

La prenotazione telematica consiste nella compilazione on line del modulo di domanda che sarà avviata alle ore 09,00 del trentesimo giorno di calendario successivo alla data di pubblicazione sul BURL; nel caso in cui il trentesimo giorno risulti festivo e semifestivo i termini decorreranno dal primo giorno feriale successivo (1 ottobre). Il sistema consentirà la registrazione puntuale dell’ordine di priorità delle domande, fino a copertura del 100% delle risorse stanziate, ed un’ulteriore quota del 50%, prenotata con riserva di futuro recupero in caso di non ammissibilità, rinunce o revoche delle domande utilmente collocate. L’istruttoria di ammissibilità al contributo avverrà nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione telematica delle domande.
I soggetti richiedenti dovranno possedere, già all’atto della presentazione della domanda, tutti i requisiti richiesti. Le domande in forma cartacea, sottoscritte e redatte in conformità al modello di cui all’Allegato A, corredate dalla documentazione richiesta, dovranno essere inviate, a mezzo raccomandata A.R, entro i 5 giorni lavorativi successivi all’invio telematico, al seguente indirizzo:

Sul plico dovrà essere inserita la seguente dicitura: “Richiesta di contributo per la realizzazione di impianti solari termici”.

Dalla Mobilità all'Impresa - Legge Regionale 29/1996

Se decidi di uscire dalla mobilità, per creare un’attività autonoma o per costituire una società, la Regione Lazio sostiene il tuo progetto d’impresa con un contributo a fondo perduto fino a 15.000 euro (L.R. 29/96, art. 12).

Requisiti:
- presentare domanda presso il Centro per l'Impiego per uscire dalla lista di mobilità (compilare il mod. DS 21 ANT, utile anche per richiedere l’anticipo dell’indennità di mobilità in un’unica soluzione all’INPS);
- aprire una Partita IVA, ovvero costituire una società, anche cooperativa;


Agevolazione:
Il contributo è destinato all’acquisto di beni o servizi che rientrino tra gli investimenti previsti dal progetto di fattibilità dell’impresa; sono escluse le spese di esercizio.

Disposizioni regionali per il sostegno all’occupazione:
1 - Ai lavoratori che esercitano il diritto di cui all’art. 7, comma 5, della legge 23 luglio 1991, n. 223 (Norme in materia di cassa integrazione, mobilità, trattamento di disoccupazione, attuazione di direttive della Comunità europea, avviamento al lavoro ed altre disposizioni in materia di mercato del lavoro) che non beneficino delle disposizioni contenute nel capo II, può essere concesso un contributo in conto capitale, nella misura massima di 15 mila euro. Tale contributo può essere richiesto anche dai lavoratori iscritti nelle liste di mobilità senza diritto all’indennità relativa.
2 - Il contributo di cui al comma 1 viene concesso con deliberazioni della Giunta Regionale, in applicazione dei criteri fissati dal Consiglio regionale.
3 - I lavoratori che hanno ottenuto i benefici di cui al comma 1 e che devono restituire l’anticipazione percepita ai sensi dell’art. 7, comma 5, della legge n. 223 del 1991 per avere assunto una occupazione alle altrui dipendenze nel settore pubblico o privato nei ventiquattro mesi successivi alla corresponsione, sono, altresì, tenuti alla restituzione del contributo regionale.

Fondo rotativo per le Pmi - Bollettino ufficiale della Regione Lazio n. 44 del 28 novembre 2009

Pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio n. 44 del 28 novembre 2009 l'Avviso pubblico che concede agevolazioni alle imprese (sotto forma di finanziamenti a tasso agevolato) per realizzare progetti d'investimento.
Possono accedere ai benefici previsti dal Fondo rotativo per le Pmi - Attività produttive le microimprese e le piccole e medie imprese industriali, artigianali, commerciali e di servizi, con sede operativa e produttiva nel territorio della Regione Lazio, nonché le imprese costituite in forma cooperativa e consortile.
L’importo dei progetti d’investimento varia da un minimo di 50.000 euro a un massimo di 1 milione. L’agevolazione è concessa sotto forma di finanziamento a tasso agevolato (mutuo) della durata di 5 anni, che copre il 100% dell’investimento.
Il finanziamento è diviso in due parti, ognuna delle quali costituisce il 50% dell’ammontare totale: una quota a tasso agevolato (0,5% annuo) e una quota ordinaria garantita a tasso ordinario con copertura di garanzia regionale. Il tasso può essere fisso oppure variabile.
Il rimborso avviene a rate trimestrali costanti secondo il piano di ammortamento. Lo spread varia secondo l’importo dell’investimento e secondo il rating del beneficiario.
La presentazione delle domande avviene in due fasi:

  • prenotazione telematica sul sito www.incentivi.lazio.it;
  • invio postale della domanda in formato cartaceo (con allegati).

La procedura sarà avviata a breve e sarà attiva fino alle ore 18.00 del 20 dicembre 2010.
In ogni caso, il bando si chiuderà una volta esaurite le risorse finanziarie disponibili. Una quota delle risorse disponibili è riservata alle imprese che hanno presentato progetti (valutati ammissibili ma non finanziabili) nell’ambito dei bandi POR FESR 2007-2013 per i seguenti Settori strategici e Filiere: Audiovisivo, Ceramica, Carta, Meccanica, Nautica e Innovazione.
Saranno comunque accolte domande per un ulteriore 30% dello stanziamento complessivo, quale riserva in caso di rinuncia, inammissibilità o revoca delle domande già presentate.
La domanda in formato cartaceo deve essere inviata in duplice copia entro 15 giorni dalla prenotazione telematica tramite raccomandata a Sviluppo Lazio.

 

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